“MEDITARE CON L’ARTE” SI RINNOVA CON LE OPERE DI ARCABAS E MASTROVITO
BIZZO JENNY2023-11-14T19:02:42+01:00Care lettrici, cari lettori, Dal numero di dicembre di Dall’alba al tramonto la rubrica “Meditare con l’arte” si rinnova.
Care lettrici, cari lettori, Dal numero di dicembre di Dall’alba al tramonto la rubrica “Meditare con l’arte” si rinnova.
La tenerezza per me è un sentimento forte. Ci si arriva, è un percorso. Spesso diventiamo teneri dopo che la vita ci ha stagionato ben bene, stanato, sbocconcellato, ma anche dopo aver conosciuto il male che facciamo a noi stessi indurendoci.
Vai di paese in paese e saluta saluta tutti il nero, l’olivastro e perfino il bianco. Canta il sogno del mondo: che tutti i paesi si contendano d’averti generato. David Maria Turoldo
Dopo le letture segue l’omelia. Il Messale precisa: «L’omelia di solito sia tenuta personalmente dal sacerdote celebrante. Talvolta, potrà essere da lui affidata a un sacerdote concelebrante e, secondo l’opportunità, anche al diacono; mai però a un laico» (OGMR n. 66). È un atto liturgico che compete ad un ministro ordinato: dovrebbe essere il conversare amorevole del pastore con il suo gregge.
Dopo le letture segue l’omelia. Il Messale precisa: «L’omelia di solito sia tenuta personalmente dal sacerdote celebrante. Talvolta, potrà essere da lui affidata a un sacerdote concelebrante e, secondo l’opportunità, anche al diacono; mai però a un laico» (OGMR n. 66). È un atto liturgico che compete ad un ministro ordinato: dovrebbe essere il conversare amorevole del pastore con il suo gregge.
Signore, Cristo Gesù, Re dei re, che hai potere sulla vita e sulla morte, tu conosci gli intimi segreti e non ti sono ignoti né i miei pensieri né i miei sentimenti.
Care lettrici, cari lettori, Dal numero di dicembre di Dall’alba al tramonto la rubrica “Meditare con l’arte” si rinnova.
Godi del nulla che hai del poco che basta giorno dopo giorno: e pure quel poco – se necessario – dividi. E vai, / vai leggero dietro il vento e il sole / e canta. David Maria Turoldo
Dopo aver meditato il vangelo di Giovanni 19,1-16 osserva questo affresco del Romanino che rappresenta Gesù fatto prigioniero ed esposto al pubblico dopo essere stato flagellato e umiliato da alcuni soldati. Le guardie che lo accompagnano scostano i lembi del suo mantello insanguinato e mostrano alla gente il suo corpo svestito e coperto di ferite. Il "Re dei giudei" ha una canna come scettro e dei rami spinosi intrecciati come corona.
Ama / saluta la gente / dona perdona / ama ancora e saluta (nessuno saluta / del condominio, ma neppure per via). Dai la mano / aiuta comprendi / dimentica e ricorda / solo il bene. E del bene degli altri godi e fai / godere. David Maria Turoldo
Il pittore Giulio Campi ha ambientato il dipinto “Incontro di Gesù con il centurione” sulla soglia di un centro abitato tipico della sua epoca, gli ultimi decenni del ‘500. Osserva le costruzioni sullo sfondo: c’è una torre, vecchie palazzine medievali e un palazzo più moderno, in stile rinascimentale. Una donna si sporge per stendere i panni da una terrazza, un’altra per strada trasporta una cesta sulla testa.
«La lettura del Vangelo costituisce il culmine della Liturgia della Parola. La stessa Liturgia insegna che si deve dare ad essa massima venerazione, poiché la distingue dalle altre letture con particolare onore: sia da parte del ministro incaricato di proclamarla, che si prepara con la benedizione o con la preghiera; sia da parte dei fedeli, i quali con le acclamazioni riconoscono e professano che Cristo è presente e parla a loro, e ascoltano la lettura stando in piedi; sia per mezzo dei segni di venerazione che si rendono all’Evangeliario» (PNMR n. 60).




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