BIZZO JENNY2024-03-07T09:51:07+01:00
O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo Figlio unigenito, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo Figlio unigenito, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
Il pittore francese Arcabas ha rappresentato la vicenda dei pellegrini di Emmaus in sette pannelli di varie dimensioni. L’artista ha dipinto al centro del primo riquadro una sagoma umana senza alcun lineamento riconoscibile.
Nel vangelo di Giovanni, al capitolo sesto, Gesù vuol spiegare come funzionano i suoi miracoli. La situazione è critica: una gran folla continua a seguire Gesù e le folle hanno bisogno di mangiare. E Gesù mette alla prova Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?» (Giovanni 6,5). E Filippo come ciascuno di noi cade nel tranello del “comprare”: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo» (Giovanni 6,7). Filippo non ha ancora colto la novità dei discorsi e della proposta di Gesù.
La Bibbia è da sempre il libro più venduto al mondo: si parla di quattro miliardi di copie vendute dal 1455, anno della prima stampa in caratteri mobili della versione latina della Vulgata. La prima versione in lingua italiana fu poi stampata a Venezia nel 1471; invece la prima traduzione in tedesco fu realizzata da Martin Lutero nel 1534.
Il racconto dei discepoli di Emmaus è composto da due sezioni: il viaggio dei discepoli e il riconoscimento durante il pasto. In mezzo a queste due parti c'è un silenzio narrativo perché da quando convincono quell'uomo (sconosciuto ai loro occhi) a fermarsi con loro fino a quando si trovano seduti a tavola, il narratore non ci dice nulla di cosa sia successo.
C’è un legame particolare che viene ricordato nel mese di giugno: quello fra Gesù e Maria, fra i loro cuori. Il giorno dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù (il 7 giugno) infatti la Chiesa celebra la memoria liturgica del Cuore Immacolato di Maria (8 giugno).
Lo spiraglio dell’alba respira con la tua bocca in fondo alle vie vuote. Luce grigia i tuoi occhi, dolci gocce dell’alba sulle colline scure.
Confusi alla folla ti seguono muti, sgomenti, al pensiero che tu li saluti: – A redimere il mondo – gli serve pensare, il tuo sangue può certo bastare. La semineranno per mare e per terra tra boschi e città la tua buona novella, ma questo domani, con fede migliore, stasera è più forte il terrore.
Durante i riti introduttivi, l’altare occupa subito un posto centrale poiché il primo gesto liturgico del sacerdote consiste nel venerarlo. L’altare è fin dall’inizio un simbolo della presenza di Cristo che raduna l’Assemblea, nel cui nome il sacerdote saluta.
Poterti smembrare coi denti e le mani, sapere i tuoi occhi bevuti dai cani, di morire in croce puoi essere grato a un brav’uomo, di nome Pilato – Ben più della morte che oggi ti vuole, t’uccide il veleno di queste parole: le voci dei padri di quei neonati, da Erode, per te, trucidati.
I cristiani di tutte le chiese cinquanta giorni dopo la Pasqua festeggiano la Pentecoste. Cinquanta giorni dopo Pesach, invece, gli ebrei festeggiano Shavu’òt, o Festa delle Settimane.
Dopo aver vissuto fino in fondo il dolore della sconfitta, i discepoli di Emmaus sentono l’esigenza di vivere qualcosa di nuovo assieme al loro compagno di viaggio.




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