Preghiera dell’accoglienza (II)
BIZZO JENNY2024-03-26T09:18:19+01:00Aiutami ad essere una presenza sicura, a cui ci si può rivolgere quando lo si desidera; ad offrire un’amicizia riposante, ad irradiare una pace gioiosa, la tua pace, o Signore.
Aiutami ad essere una presenza sicura, a cui ci si può rivolgere quando lo si desidera; ad offrire un’amicizia riposante, ad irradiare una pace gioiosa, la tua pace, o Signore.
Gesù risorto appare ai discepoli più volte. Con pazienza consola i loro cuori sfiduciati. Dopo la sua risurrezione, opera così la “risurrezione dei discepoli”. Ed essi, risollevati da Gesù, cambiano vita. Prima, tante parole e tanti esempi del Signore non erano riusciti a trasformarli.
Nel Messale è scritto: «L’accolito è istituito per il servizio all’altare e per aiutare il sacerdote e il diacono. A lui spetta in modo particolare preparare l’altare e i vasi sacri e, se necessario, distribuire ai fedeli l’Eucaristia come ministro straordinario. Nel ministero dell’altare, l’accolito ha compiti propri che egli stesso deve esercitare» (n 94).
Ogni 1º settembre le chiese di tutto il mondo celebrano la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato. La Giornata è stata istituita a partire da un messaggio del patriarca ecumenico Dimitrios I nel 1989 in occasione dell’inizio dell’anno secondo il calendario ortodosso; messaggio nel quale sottolineò la necessità di un impegno da parte della chiesa per la salvaguardia del Creato.
L’acqua è un elemento che ricorre spesso nel panorama biblico, la sete e il venire dissetati torna spesso nei brani della Scrittura. Basti pensare al Salmo 62 («Ha sete di te l’anima mia»), o a Gesù sulla croce che implora di venire dissetato in Giovanni 19,28
La speranza è difficile da definire, perché è qualcosa che si allunga al di là del nostro orizzonte e non è nelle nostre mani. Per quanto possiamo “sperare”, ciò non cambierà il presente, non così come esso agisce intorno a noi.
Signore, aiutami ad essere per tutti un amico, che attende senza stancarsi, che accoglie con bontà, che dà con amore, che ascolta senza fatica, che ringrazia con gioia. Un amico che si è sempre pronti a ricevere, un amico che si è sempre certi di trovare quando se ne ha bisogno.
Hanno incatenato la sua bocca e legato le sue mani alla pietra dei morti. Hanno detto: «Assassino!», gli hanno tolto il cibo, le vesti, le bandiere e lo hanno gettato nella cella dei morti.
Una cena a lume di candela è il momento culminante della storia dei pellegrini di Emmaus (Luca 24,30-31) dipinta dal pittore francese Arcabas. La tavola è apparecchiata in modo semplice e curato: una tovaglia bianca, un cesto con del pane, una zuppiera, una caraffa d’acqua, tre piatti e tre calici dorati. Al centro è seduto Gesù, pellegrino e ospite misterioso.
Ai miei figli cosa dirò Benvenuti nel Truman show Non mi chiedere come sto Vorrei andare via però La strada non porta a casa Se la tua casa non sai qual è […]
Il prato è verde, più verde, più verde Sempre più verde (sempre più verde) Il cielo è blu, blu, blu Molto più blu (ancora più blu) Ma che ci fai qui da queste parti Quanto resti e quando parti
Continuiamo a contemplare il racconto evangelico dei Pellegrini di Emmaus attraverso l’opera dell’artista francese Arcabas. I discepoli stanno rientrando da Gerusalemme, ormai sono arrivati a destinazione e, constatando che si sta facendo sera, chiedono con insistenza al pellegrino misterioso che li ha affiancati lungo il cammino di restare con loro (Luca 24,28-29).




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