Una Madre per tutti.
BIZZO JENNY2024-03-06T15:29:30+01:00L’esperienza dell’essere madre incrocia la vita di una donna e la cambia dall’interno. Si fa spazio a partire dal corpo, mette in subbuglio, riorganizza, modifica le priorità.
L’esperienza dell’essere madre incrocia la vita di una donna e la cambia dall’interno. Si fa spazio a partire dal corpo, mette in subbuglio, riorganizza, modifica le priorità.
Come sei grande tu / tanto più grande di me / e forte e parli / e sai stare bene ferma e anche muoverti / e sei capace di fare le cose / tutte le cose intorno, tu le sai fare / anche le cose intorno a me / sai fare e le fai, tu, non io se ho fame, se ho sete, se voglio dormire, se non voglio dormire, se voglio stare in braccio, se piango, se mangio, se non voglio mangiare, se vomito, se ho la tosse, se mi fa male la pancia, se urlo, se mi guardi contenta e felice, se sei preoccupata e triste, se sono come ti piace, se sono come non ti piace, se siamo noi da soli, se mi parli, se mi ascolti, se rido...
Signore Gesù, aiutaci ad essere Chiesa che incarna il tuo stesso stile: uno stile capace di educare l’uomo di oggi alla vita buona del Vangelo, uno stile capace di uscire verso le periferie esistenziali e della storia, per annunciare a tutti la Buona Notizia.
Nell’Annunciazione del pittore francese Arcabas, gran parte della scena è occupata da un monumentale angelo Gabriele. L’artista, rimanendo fedele all’iconografia tradizionale, lo rappresenta come una figura umana alata, giovane, vestita di bianco e con un giglio in mano, fiore simbolo di purezza.
Signore Gesù, gioia di chi ti incontra e si mette alla tua sequela, donaci un cuore capace di ascoltare e vedere, capace di scoprire che la gioia, la tua divina, purissima gioia, splende ogni giorno davanti a noi nell’oscuro grigiore del nostro quotidiano.
La chiesa della Resurrezione a Torre de’ Roveri era ancora un cantiere quando il pittore francese Arcabas, vedendo quel grande spazio curvo a sinistra, venne colto da un’intuizione improvvisa: “Su questa parete ci sarà la Resurrezione!”
Signore Gesù, tu eri la Gioia nel cuore del Padre, la purissima gioia dell’essergli Figlio, e sei venuto come sorriso divino, a dissipare le nostre umane tristezze.
Le tre vetrate, ideate dall’artista Andrea Mastrovito per la chiesa di San Giovanni XXIII a Bergamo, raffigurano il culmine del dramma che si consuma sul monte Calvario il venerdì santo, simile a quello vissuto da molti pazienti e caregivers che frequentano l’ospedale
Che posso farci, sono felice, sono più innumerabile dell’erba nelle praterie, sento la pelle come un albero rugoso, di sotto l’acqua,
La Liturgia della Parola si chiude con la Preghiera universale o Preghiera dei fedeli, cioè dei battezzati, che esprimono la loro adesione a Cristo innalzando al Padre preghiere e suppliche. In essa: «Il popolo risponde in certo modo alla parola di Dio accolta con fede e, esercitando il proprio sacerdozio battesimale, offre a Dio preghiere per la salvezza di tutti» (OGMR 69).
Gesù risorto appare ai discepoli più volte. Con pazienza consola i loro cuori sfiduciati. Dopo la sua risurrezione, opera così la “risurrezione dei discepoli”. Ed essi, risollevati da Gesù, cambiano vita. Prima, tante parole e tanti esempi del Signore non erano riusciti a trasformarli.
Questa volta lasciami essere felice, non è successo nulla a nessuno non sono in nessun luogo, semplicemente sono felice nei quattro angoli del cuore, camminando, dormendo o scrivendo.




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