Domenica
27
Novembre 2022
I domenica di Avvento
Anno A I settimana del Salterio
Matteo 24,44
Tenetevi pronti
perché, nell’ora
che non immaginate, viene il
Figlio dell’uomo.
san Virgilio

Ascolto

Isaia 2,1-5

Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti
e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore.

dal Salmo 121

Andiamo con gioia incontro al Signore.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.

Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.

Romani 13,11-14

Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.

Matteo 24,37-44

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Medito

Nelle letture e nel vangelo di questa prima domenica di Avvento ci pare che si possa puntare l’attenzione su diversi temi che non trovano collocazione in ogni lettura separatamente, bensì sono compresenti nelle stesse. Nella prima lettura il profeta Isaia racconta di molti popoli che si mettono in cammino e si esortano a vicenda per salire al monte del Signore e riconoscere le sue vie, i suoi sentieri, i suoi insegnamenti. In queste parole ci sembra di risentire l’invito, tante volte ricevuto dalle nostre comunità e dai nostri amici, a vivere esperienze di formazione, incontri, percorsi dove abbiamo avuto l’opportunità concreta di approfondire il nostro essere cristiani. A dire il vero, la nostra storia è iniziata proprio così. Da un invito a mettersi in cammino.

Tra questi inviti c’è anche quello della Messa domenicale che a volte ci sembra una vera e propria “salita al monte”: la pigrizia, gli impegni, la svogliatezza rischiano di distoglierci da questo incontro con la comunità e con Dio. Proprio in queste occasioni di debolezza e stanchezza ci può aiutare l’esortazione diretta e perentoria di san Paolo a svegliarci dal sonno e a indossare «le armi della luce». Dobbiamo dunque rivedere la lista delle nostre priorità. San Paolo inoltre invita a «comportarci onestamente», atteggiamento che forse appare scontato, chi può dirsi “disonesto”? Ma anche in questo passaggio l’onestà di cui parla Paolo è forse qualcosa di molto profondo e più complesso da mettere in pratica: purezza, lealtà non solo fisica ma che si esprime nelle relazioni fraterne, nello sguardo verso il prossimo e nelle parole. Gesù stesso, come racconta Matteo, ci ricorda che ogni giorno siamo chiamati a scegliere con quale atteggiamento vivere l’attesa di ciò che verrà. La veglia di cui parla è particolare: si tratta di un’attesa attiva. Non un semplice attendere l’evolversi degli eventi in modo passivo poiché non sappiamo quando sarà il giorno esatto della venuta di Cristo, bensì l’applicare con costanza giorno dopo giorno gli insegnamenti ricevuti.

Questo periodo di Avvento che inizia ci fornisce l’opportunità di allenarci in tanti gesti e atteggiamenti che forse abbiamo trascurato: la preghiera personale e quotidiana, la riconciliazione con Dio e con le persone, la condivisione, l’accoglienza. Infine, in questo periodo storico così complesso non possono non colpirci le numerose metafore all’ambito militare presenti nelle letture di questa domenica. Inevitabilmente nel cuore nasce la speranza che un giorno i popoli possano davvero riconoscere nel Signore un arbitro delle loro contese, tramutare le loro armi in strumenti che producano e consentano la vita, in aratri e falci con cui lavorare i campi e sfamare le genti. Signore, guarda con amore e benevolenza l’umanità oppressa dal desiderio di ricchezza e di potere, illumina le nostre menti e i nostri cuori perché sappiamo risolvere con le «armi della luce e dell’amore» i piccoli e grandi conflitti che viviamo.

Carmen Savarese e Leonardo Schiavon