Domenica
12
Dicembre 2021
III domenica di Avvento
Luca 3,10
Che cosa
dobbiamo fare?

Ascolto

Sofonia 3,14-17

Rallègrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
è un salvatore potente.
Gioirà per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia».

cantico da Isaia 12

Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
 
Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.
 
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

Filippesi 4,4-7

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.

Luca 3,10-18

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Medito

Al cuore della parola di oggi mi pare stia una grande domanda: è la domanda della vita, ripetuta per tre volte, in maniera incalzante. Che cosa dobbiamo fare? Che cosa dobbiamo fare per essere felici, per rallegrarci con grida di gioia, per esultare e acclamare con tutto il cuore? Che cosa dà significati alla nostra esistenza? Mi viene in mente, attingendo dalla mia esperienza di scrittrice di libri per l’infanzia, un albo illustrato intitolato “La grande domanda”, di Wolf Erlbrüch. Si apre così: «È per festeggiare il tuo compleanno che sei sulla terra». Segue un lungo elenco in cui ciascuno dà risposta all’assetata domanda sull’esistenza, da dentro la sua esperienza. La sorella risponde: «Sei qui anche per volerti bene». E la morte risponde: «Sei qui per amare la vita».

La parola del giorno ci offre alcune vie: prima fra tutte la pace. Una pace che non è apatia né distacco, è faticosa, da riguadagnare ogni giorno, ma così desiderata e sperata da superare pensieri, progetti, programmi, capace com’è di custodire i cuori e le menti. E poi: non affannarsi a pretendere il di più, il superfluo, a scapito degli altri, ma essere attenti, generosi, rispettosi. «La vostra amabilità sia nota a tutti». Ma c’è un passaggio in Sofonìa che mi pare specialmente luminoso e decisivo: riferendosi alla venuta di un salvatore potente, dice: «Ti rinnoverà con il suo amore». Ecco! L’amore ci rimette al mondo, ci fa ri-nascere, ci ridà alla luce: nell’essere amati, nell’amare,  siamo nuovi, veramente vivi.

Cristina Bellemo