Ordinario โ anno A
III settimana del salterio
san Metodio
Ascolto
Esodo 19,2-6
In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidรฌm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampรฒ davanti al monte. Mosรจ salรฌ verso Dio, e il Signore lo chiamรฒ dal monte, dicendo: ยซQuesto dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: โVoi stessi avete visto ciรฒ che io ho fatto allโEgitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietร particolare tra tutti i popoli; mia infatti รจ tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santaโยป.
dal Salmo 99
Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza.
Riconoscete che solo il Signore รจ Dio: egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo.
Buono รจ il Signore, il suo amore รจ per sempre, la sua fedeltร di generazione in generazione.
Romani 5,6-11
Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morรฌ per gli empi. Ora, a stento qualcuno รจ disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo รจ morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dallโira per mezzo di lui. Se infatti, quandโeravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto piรน, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesรน Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Matteo 9,36-10,8
In quel tempo, Gesรน, vedendo le folle, ne sentรฌ compassione, perchรฉ erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: ยซLa messe รจ abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perchรฉ mandi operai nella sua messe!ยป.
Chiamati a sรฉ i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermitร .
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedรจo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda lโIscariota, colui che poi lo tradรฌ.
Questi sono i Dodici che Gesรน inviรฒ, ordinando loro: ยซNon andate fra i pagani e non entrate nelle cittร dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa dโIsraele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli รจ vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demรฒni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente dateยป.
Medito
La missione che Gesรน affida ai discepoli ha tra le sue radici la gratuitร . Prima ancora di ogni parola e di ogni gesto, cโรจ un dono. I discepoli non vengono scelti perchรฉ migliori, ma perchรฉ amati; non vengono inviati perchรฉ forti, ma perchรฉ raggiunti dalla misericordia. La gratuitร รจ il respiro del Regno: ciรฒ che viene da Dio non si compra, non si conquista, non si trattiene. ร grazia che precede, accompagna e supera ogni capacitร umana. Chi fa esperienza di questo dono scopre una libertร nuova: non deve dimostrare nulla, non deve guadagnare lโamore, ma solo lasciarlo scorrere attraverso la propria vita. Vivere la dimensione della gratuitร significa entrare nella logica di Dio. Egli si manifesta come โcolui-che-si-dร โ. E il suo โdonarsiโ si compie nel Figlio, lโunigenito amato dal Padre. In Dio lโamore non รจ calcolo, ma sovrabbondanza; non รจ ricompensa, ma iniziativa.
Quando Gesรน invia i Dodici, affida loro il potere di guarire, risanare, liberare, annunciare la vicinanza del Regno. Tutto ciรฒ nasce dalla partecipazione a unโopera che li precede. La gratuitร , quindi, custodisce lโumiltร del discepolo e purifica la sua missione: egli non possiede la grazia, la serve; non la distribuisce come un bene proprio, la testimonia come dono ricevuto. In questo modo la missione diventa trasparenza dellโamore di Dio, non affermazione di sรฉ. Chi vive nella gratuitร serve con semplicitร , ama senza calcolare, annuncia senza imporre.
La compassione, nello sguardo di Gesรน sulla folla, non รจ il gesto di un signore che dallโalto concede i suoi favori a chi sta ai piedi del suo trono, ma la grazia di un amore che raggiunge e abbraccia prima che qualcuno lo cerchi. Una compassione che nasce da un amore incondizionato verso tutti. Anche lโinvito a pregare il Signore della messe si comprende alla luce della logica della gratuitร : la missione non dipende dallโefficienza umana, ma da un dono che si implora. Pregare significa riconoscere che tutto รจ grazia, che il campo appartiene a Dio e che lโopera รจ sua.
Gesรน non mi dice tutto, per nome i Dodici, la gratuitร assume un volto personale. Essere chiamati รจ giร ricevere: la vocazione รจ un dono che precede ogni risposta. Il discepolo vive allora in una dinamica continua di accoglienza e trasmissione: riceve per donare, e donando comprende piรน profondamente ciรฒ che ha ricevuto. Il Signore ci conceda il dono di lasciarci trasformare da questa logica: guardare il mondo con la compassione di Cristo, pregare con fiducia filiale, agire con le mani aperte. La nostra missione diventerร allora un flusso di Grazia che attraversa la fragilitร umana e rende visibile la vicinanza di Dio. Converta la nostra fede ad una parola che non รจ solo comando, ma rivelazione del cuore stesso del Vangelo: ยซGratuitamente avete ricevuto, gratuitamente dateยป.
Stefano Bertin












