Domenica
10
Settembre 2023
XXIII domenica del Tempo
Ordinario – Anno A
III settimana del salterio
Matteo 18,20
Dove sono
due o tre riuniti nel mio nome,
lì sono io in mezzo a loro.
san Nicola da Tolentino

Ascolto

Ezechiele 33,7-9

Mi fu rivolta questa parola del Signore: O figlio dell’uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. Se io dico al malvagio: «Malvagio, tu morirai», e tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato.

dal Salmo 94

Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».

Romani 13,8-10

Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole; perché chi ama l’altro ha adempiuto la Legge.
Infatti: «Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai», e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».
La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.

Matteo 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Medito

«Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». Mi pare che questa ultima frase di Gesù dia il senso alla Scrittura di oggi. L’esperienza cristiana è esperienza di comunione, fraternità, relazione con gli altri e con Dio. Sappiamo bene però che non è sempre così: sembra che il litigio, l’incomprensione, il conflitto, a volte la facciano da padroni. Un amico mi raccontava di un collega che semina zizzania, divide, mette gli uni contro gli altri. C’è anche chi spara a mitraglia con la tastiera facendo il forte al riparo dello schermo. E chi litiga nei condomini? O fratelli e sorelle che non si parlano per anni per questioni futili che si sono radicate e incancrenite nella storia passata e non sono mai state estirpate? Ci sono esperienze negative che segnano in modo profondo le persone, i gruppi, le comunità. Alcuni anni fa nella mia città fece scalpore, e aprì una ferita nel cuore degli abitanti di un quartiere, la profanazione delle tombe del locale cimitero per opera di quattro adolescenti.

Come porsi in situazioni di litigio e conflitto da cristiani? Cosa vuol dire per noi essere nel mondo, ma non del mondo? Ezechiele ci invita a essere sentinelle. Vigilare in modo responsabile e profetico. Siamo responsabili di ciò che avviene intorno a noi, non possiamo fare finta di non vedere. Il profeta sembra avvertirci che il quieto vivere per un credente non può esistere. Il cuore del vangelo è la carità, l’amore vicendevole, declinato nelle beatitudini: beati gli operatori di pace, beati i misericordiosi. A volte basta non rispondere male a una provocazione, non stuzzicare la sensibilità degli altri, mettersi nei loro panni per comprendere diversi punti di vista. E anche pregare per la pace. Il vangelo ci raccomanda la correzione fraterna, prima di arrivare a una conciliazione pubblica. Credo che la novità evangelica stia nel fare di tutto per cercare una riconciliazione profonda e significativa che potrebbe giungere alla richiesta di perdono a Dio e alla comunità.

Ci sono segni di speranza? Conflitti armati sono stati interrotti con azioni di lunga mediazione portando le parti a ragionare e ad abbandonare la via breve delle armi; papa Francesco invoca la misericordia, il perdono e la ragionevole via della riconciliazione. E la storia dei quattro adolescenti come è andata a finire? La giustizia penale minorile ha fatto il suo corso, ma uno di loro, dopo un percorso di mediazione con il metodo della giustizia riparativa, in occasione delle celebrazioni dei Santi e dei defunti ha affisso una lettera sulla porta del cimitero chiedendo pubblicamente scusa ai residenti del quartiere e ai parenti e mettendosi a disposizione per riparare al male fatto con servizi di volontariato per il quartiere. Quando lavoriamo per la pace, Gesù è in mezzo a noi e opera attraverso il suo Spirito.

Giandomenico Bellomo