CREDO
BIZZO JENNY2025-05-20T13:53:39+02:00Credo, Credo che nessuno muoia credo che lʼanima in realtà divenga unʼombra e al culmine del suo vagare si adagi ai piedi dʼun fiore non visto.
Credo, Credo che nessuno muoia credo che lʼanima in realtà divenga unʼombra e al culmine del suo vagare si adagi ai piedi dʼun fiore non visto.
Ora Lazzaro sta male. Le sorelle fanno in modo che Gesù ne sia informato. Nel senso più semplice, la malattia è una situazione di precarietà dell’organismo. Così, anche se risolvibile, indirizza lo spirito dell’uomo verso la considerazione della possibile fine: in questo senso, anche una malattia non mortale ha sempre la funzione simbolica di intermediaria tra la vita e la morte.
La parte finale del Prefazio contiene un riferimento alla Chiesa celeste e crea un legame tra la preghiera innalzata dalla comunità ecclesiale sulla terra e la lode eterna della Liturgia del cielo. Il tutto si conclude con il canto del Sanctus che è un inno di lode e di ringraziamento tratto da testi biblici. Lʼinserimento del Sanctus ci viene dalla liturgia giudaica che è quella vissuta da Gesù. Lʼinizio cita Isaia;
«Non potranno mancare segni di speranza nei riguardi dei migranti, che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per sé stessi e per le loro famiglie. Le loro attese non siano vanificate da pregiudizi e chiusure; lʼaccoglienza, che spalanca le braccia ad ognuno secondo la sua dignità, si accompagni con la responsabilità, affinché a nessuno sia negato il diritto di costruire un futuro migliore».
Dopo la prodigiosa vittoria contro i profeti di Baal, Elia fugge scoraggiato nel deserto sotto ad una ginestra e in questo luogo sosta invocando desideroso la morte. Elia è disperato, si trova in un frangente della sua vita in cui riesce solo a vedere buio, in cui ogni cosa sembra non avere senso. Elia, il più grande tra tutti i profeti, si ritrova ad essere estremamente umano e vicino a ognuno di noi.
Lʼaveva istituita papa Francesco il 31 gennaio 2021. Aveva voluto dedicare ai nonni e agli anziani una giornata specifica, celebrata dalla Chiesa ogni quarta domenica di luglio.
Il pittore Ugolino di Pietro Ilario ha voluto attualizzare il dramma dell’Ultima Cena. Tutto si svolge all’interno di una sala da banchetti medievale. La tavola pasquale è imbandita con acqua, pane, vino e agnello.
In questo affresco che decora la volta della Cappella del Corporale nel Duomo di Orvieto, il pittore Ugolino di Prete Ilario ha rappresentato il momento in cui Abramo accoglie tre viandanti misteriosi.
Per lo speciale mese mariano e in occasione della prossima canonizzazione di Bartolo Longo (1841-1926), fondatore del Pontificio Santuario della Beata Vergine Maria del Rosario di Pompei, omaggiamo i nostri abbonati di un contributo che approfondisce la storia e l’iconografia della popolarissima Icona della Madonna di Pompei. Potete scaricare qui il PDF. Buona lettura!
In questo elegante rilievo marmoreo che decora il terzo pilastro della facciata del Duomo di Orvieto, un anonimo scultore ha rappresentato l’incontro tra Maria ed Elisabetta che puoi meditare in Luca 1,39-56. Al centro emergono con particolare forza le due protagoniste che, guardandosi negli occhi, si dirigono una verso l’altra e si abbracciano.
Il tempo ti cambia fuori, l’amore ti cambia dentro Basta mettersi al fianco invece di stare al centro L’amore è l’unica strada, è l’unico motore È la scintilla divina che custodisci nel cuore
Parla loro con tenerezza. Lascia che ci sia gentilezza sul tuo volto, nei tuoi occhi, nel tuo sorriso, nel calore del nostro saluto.




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