Domenica
20
Dicembre 2026
IV domenica di Avvento
Anno B
IV settimana del salterio
Luca 1,38
Avvenga
per me secondo la tua parola.
san Liberale di Roma
san Vincenzo Romano

Ascolto

2 Samuele 7,1-5.8-12.14.16

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

dal Salmo 88

Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore, di generazione in generazione farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà, perché ho detto: «È un amore edificato per sempre; nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide, mio servo. Stabilirò per sempre la tua discendenza, di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza”. Gli conserverò sempre il mio amore, la mia alleanza gli sarà fedele».

Romani 16,25-27

Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano all’obbedienza della fede, a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Amen.

Luca 1,26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Medito

Il riferimento alla casa che oggi le letture propongono lo sento in risonanza con la fatica di molti che in questo tempo una casa non ce l’hanno, non possono permettersela, non la trovano, l’hanno persa, l’hanno lasciata, non sono più i benvenuti. La casa è un riparo, una carezza, una coperta che scalda.

Ma quando non c’è? Ci sono molte persone accanto a ognuno di noi che si ingegnano e si prodigano per dare casa a chi non ha un tetto dove ripararsi. Quanti Davide incontro che hanno occhi, orecchie e sensibilità verso l’umanità che gli vive accanto! Davide non fa filosofia: «Io sto in una casa di cedro, l’arca in una tenda»: la considerazione è già parte della soluzione. Basta così poco, un pizzico di sincero coraggio, per provare a correggere le ingiustizie e ritrovare gli equilibri.

È Dio stesso però, attraverso Natan, a placare il facile entusiasmo e rimettere nella giusta posizione gli elementi dell’equazione. Non basta uno slancio per dare casa a chi la cerca: Dio, nel ricordare la sua alleanza con il popolo, mi racconta di una storia che è cammino e non smette di essere continua relazione con lui, voluta da lui. Un impegno che va oltre quello di un contratto di affitto e dell’arredo e chiede invece una connessione oltre ad una consulenza. Maria rende la promessa espressa da Natan realtà: Dio in lei prende casa. Maria mi mostra lo stile dell’architetto accogliente: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». Ancora una volta nessuna filosofia, ma di tutt’altra pasta.

Mi piacerebbe assomigliare almeno un po’ a Maria, capace di farsi casa, di dare casa, di accogliere in casa sua – dentro di lei –, non secondo le sue logiche, ma accettando le regole architettoniche di colui che la abita. Capace di lasciare che lo Spirito Santo lavori nel profondo. E invece spesso mi ritrovo a tirar su pareti, dipingerle, abbellirle con la pretesa che tutto è fatto bene: secondo me. Il dare casa al Signore secondo lo stile di Maria mi sembra un bell’augurio per concludere questo tempo di avvento.

Il Signore continua a venire a prendere dimora in noi, nel nostro mondo, nella nostra storia: dargli casa è fargli spazio, mettermi in gioco, mettere in circolo quello che sono e quello che ho, che sento e vedo e abitare il tempo, questo tempo secondo la sua Parola.

Roberta Villa