Domenica
06
Dicembre 2026
II domenica di Avvento
Anno B
II settimana del salterio
Marco 1,4
Proclamava
un battesimo
di conversione
e perdono.
san Nicola
santa Asella

Ascolto

Isaia 40,1-5.9-11

«Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio –. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati». Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno, perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion! Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri».

dal Salmo 84

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua
salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli. Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme, perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene e la nostra terra darà il suo frutto; giustizia camminerà davanti a lui: i suoi passi tracceranno il cammino.

2 Pietro 3,8-14

Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.
Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta.
Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia. Perciò, carissimi, nellʼattesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia.

Marco 1,1-8

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Medito

Il Cristianesimo, oggi, è una religione difficile. Come cristiani, crediamo che esistano gli angeli, entità create che sono vicino a noi ma che nessuno strumento scientifico è in grado di rilevare; crediamo che la storia sia governata da Dio fattosi uomo, generato dal Padre nel grembo di una donna; crediamo che Dio sia infinitamente buono e lasci gli uomini liberi di scegliere, anche quando decidono di farsi la guerra; crediamo che, una volta morti, risorgeremo con il nostro corpo. Noi cristiani crediamo che una delle manifestazioni di Dio è lo Spirito Santo, una forza che fluisce dal Padre al Figlio e ispira le azioni umane. Verità di fede che la scienza non sa spiegare. «Eppure», insegnava il Custode di Terrasanta Pierbattista Pizzaballa una decina di anni fa.

Il Vangelo racconta i segni grandiosi che hanno delineato il Mistero immutabile di Cristo: Gesù si è incarnato, è nato, ha vissuto e insegnato in alcuni luoghi fisici, è stato messo barbaramente a morte, è risorto dandone ampia dimostrazione ai suoi e, da allora, è vivo in mezzo a noi. Fermiamoci un attimo su quest’ultima asserzione: Gesù è vivo e cammina in mezzo a noi. Non è possibile da dimostrare, ma molti di noi non possono negarlo, perché riconosciamo che dentro al cuore dell’uomo alberga una tensione verso un Oltre, una chiamata. È ciò che definiamo “fede” e che la Chiesa si occupa di insegnare e custodire. I fatti storici di Gesù sono avvenuti una volta in un tempo remoto, ma la Chiesa li celebra tutti gli anni.
Ecco il senso dell’Avvento: un tempo che ci viene proposto periodicamente per permettere a noi, lenti e duri di cuore, di mettere al centro questa tensione verso l’Amore, per avere l’occasione di comprendere sempre un pochino di più, a mano a mano che lasciamo l’uomo vecchio, carnale, e diventiamo l’uomo nuovo, spirituale (san Paolo).

Un sentiero buono per noi potrebbe essere questo: conoscersi nel profondo, accettarsi così come si è, concedersi di lasciare andare quelle parti di noi che l’età adulta “pota” dalla nostra radice bambina, imparare, finalmente, a voler bene anche agli altri, prendersene cura in nome del suo amore (ce lo ha insegnato perdonando mentre dava la vita), cercare la pace con tutti. Se fossimo capaci di questo, saremmo capaci di voltarci a contemplare il suo amore, lasciandocene inondare. Sarebbe proprio un bel Natale.
A noi, a cui pesa molto la fatica della condizione umana, potrebbero bastare alcune azioni concrete: ascoltare i bambini un po’ più a lungo, parlare con chi ci vive accanto con profondità, curare l’amore tra i componenti della famiglia, scegliere se possibile di compiere qualche azione di giustizia in più; magari fare il punto della propria vita.
Sarebbero già queste azioni di conversione e perdono, sarebbe già vivere il proprio battesimo, che propriamente «è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d’ingresso alla vita nello Spirito, e la porta che apre l’accesso agli altri sacramenti» (Catechismo, 1213).

Luca Pavanello e Lucia Zinn