I nonni, grazia e forza
BIZZO JENNY2025-05-27T14:33:15+02:00Lʼaveva istituita papa Francesco il 31 gennaio 2021. Aveva voluto dedicare ai nonni e agli anziani una giornata specifica, celebrata dalla Chiesa ogni quarta domenica di luglio.
Lʼaveva istituita papa Francesco il 31 gennaio 2021. Aveva voluto dedicare ai nonni e agli anziani una giornata specifica, celebrata dalla Chiesa ogni quarta domenica di luglio.
Il pittore Ugolino di Pietro Ilario ha voluto attualizzare il dramma dell’Ultima Cena. Tutto si svolge all’interno di una sala da banchetti medievale. La tavola pasquale è imbandita con acqua, pane, vino e agnello.
In questo affresco che decora la volta della Cappella del Corporale nel Duomo di Orvieto, il pittore Ugolino di Prete Ilario ha rappresentato il momento in cui Abramo accoglie tre viandanti misteriosi.
Per lo speciale mese mariano e in occasione della prossima canonizzazione di Bartolo Longo (1841-1926), fondatore del Pontificio Santuario della Beata Vergine Maria del Rosario di Pompei, omaggiamo i nostri abbonati di un contributo che approfondisce la storia e l’iconografia della popolarissima Icona della Madonna di Pompei. Potete scaricare qui il PDF. Buona lettura!
In questo elegante rilievo marmoreo che decora il terzo pilastro della facciata del Duomo di Orvieto, un anonimo scultore ha rappresentato l’incontro tra Maria ed Elisabetta che puoi meditare in Luca 1,39-56. Al centro emergono con particolare forza le due protagoniste che, guardandosi negli occhi, si dirigono una verso l’altra e si abbracciano.
Il tempo ti cambia fuori, l’amore ti cambia dentro Basta mettersi al fianco invece di stare al centro L’amore è l’unica strada, è l’unico motore È la scintilla divina che custodisci nel cuore
Parla loro con tenerezza. Lascia che ci sia gentilezza sul tuo volto, nei tuoi occhi, nel tuo sorriso, nel calore del nostro saluto.
Ne la profonda e chiara sussistenza de l’alto lume parvermi tre giri di tre colori e d’una contenenza; e l’un da l’altro come iri da iri parea reflesso, e ‘l terzo parea foco che quinci e quindi igualmente si spiri.
Abitiamo in disparte, nel mare ondoso, ai confini del mondo, nessun altro mortale arriva tra noi. Ma costui è un infelice, qui arrivato ramingo, che ora ha bisogno di cure: mendicanti e stranieri sono mandati da Zeus. Il dono sia piccolo e caro. Ancelle, date all’ospite cibo e bevanda, fategli il bagno nel fiume, dove c’è un riparo dal vento.
Ama i poveri e la povertà; è questo amore che ti farà sinceramente povera, giacché, come dice la Scrittura, noi assomigliamo alle cose che amiamo. L’amore rende simili gli amanti. Chi è infermo e io non sono come lui? dice S. Paolo. Avrebbe anche potuto dire: Chi è povero e io non lo sono come lui? L’amore lo rendeva simile a quelli che amava.
Il giorno di Pentecoste, la Liturgia ci propone la sequenza allo Spirito Santo da cantare dopo la seconda lettura. È chiamata “aurea” per la ricchezza del suo pensiero, la bellezza del suo linguaggio e la grande devozione che sprigiona. Composta fra il 1150 e il 1250, è stata attribuita a Stefano di Langhton, arcivescovo di Canterbury.
«Di segni di speranza hanno bisogno anche coloro che in sé stessi la rappresentano: i giovani. Essi, purtroppo, vedono spesso crollare i loro sogni. Non possiamo deluderli: sul loro entusiasmo si fonda l’avvenire». I giovani sono il motore di molte comunità parrocchiali. Con il loro entusiasmo e la loro energia, animano oratori, gruppi giovanili, attività di volontariato e momenti di preghiera. Molte volte sono proprio loro a dare vita a iniziative che rendono la Chiesa una realtà viva e accogliente.




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