La speranza dei poveri

2025-06-09T12:44:49+02:00

Spes non confundit, la bolla di indizione del Giubileo 2025, contiene parole forti, capaci di denunciare con chiarezza l’indifferenza verso i poveri, spesso relegati nelle periferie, non solo geografiche, ma anche esistenziali. I poveri sono lontani: lontani dai nostri occhi, dalle nostre conversazioni, dalla narrazione stessa del nostro tempo. Eppure, la loro sofferenza ci interroga e mette a nudo la nostra cecità. 

La speranza dei poveri2025-06-09T12:44:49+02:00

La preghiera trasfigura il mondo

2025-06-09T12:43:30+02:00

«Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante» (Luca 9,29). La rivelazione del volto di Cristo avviene mentre Gesù sta pregando; un gesto così semplice, ordinario, quotidiano, diventa il mezzo con cui il Salvatore mostra la sua realtà più profonda.

La preghiera trasfigura il mondo2025-06-09T12:43:30+02:00

Le nostre trasfigurazioni

2025-06-09T12:41:50+02:00

Ci sono diverse “trasfigurazioni” che attraversano questo mese. La prima è certamente quella di Gesù sul monte Tabor, che si rende trasparente alla sua essenza più profonda, quella del Risorto, per ravvivare la speranza dei discepoli; ce n’è un’altra, più silenziosa forse, che coinvolge Maria e la sua dormizione, come viene chiamata dai nostri fratelli ortodossi: la fine della sua vita terrena e insieme l’inizio di quella celeste.

Le nostre trasfigurazioni2025-06-09T12:41:50+02:00

Rifletto AGOSTO 2025

2025-06-04T15:08:51+02:00

Sulla strada, un tale va incontro a Gesù. Dal racconto veniamo a sapere che è un giovane, anche se probabilmente non giovanissimo: da come parla e da quel che dice sembra infatti che abbia già vissuto alcune esperienze e che abbia cominciato a riflettere su di esse. Egli afferma, infatti di non essere nuovo nell’osservare e custodire tutto quello che gli propone Gesù.

Rifletto AGOSTO 20252025-06-04T15:08:51+02:00

POICHÈ NON POTEVO FERMARMI PER LA MORTE

2025-05-20T14:05:32+02:00

Poiché non potevo fermarmi per la Morte –   Lei gentilmente si fermò per me –   La Carrozza non portava che Noi Due –   E lʼImmortalità –   Procedemmo lentamente – non aveva fretta  Ed io avevo messo via  Il mio lavoro e il mio tempo libero anche,  Per la Sua Cortesia [...]. 

POICHÈ NON POTEVO FERMARMI PER LA MORTE2025-05-20T14:05:32+02:00

2025-05-20T14:02:06+02:00

Signore, tu lo vedi,  la mia lingua vaneggia,  non so esprimermi,  ma non vaneggia il cuore.  Tu vedi quello che io provo  e quello che non so dirti. 

2025-05-20T14:02:06+02:00

CREDO

2025-05-20T13:53:39+02:00

Credo,  Credo che nessuno muoia  credo che lʼanima in realtà  divenga unʼombra  e al culmine del suo vagare  si adagi ai piedi  dʼun fiore non visto. 

CREDO2025-05-20T13:53:39+02:00

Rifletto LUGLIO 2025

2025-05-19T15:49:51+02:00

Ora Lazzaro sta male. Le sorelle fanno in modo che Gesù ne sia informato. Nel senso più semplice, la malattia è una situazione di precarietà dell’organismo. Così, anche se risolvibile, indirizza lo spirito dell’uomo verso la considerazione della possibile fine: in questo senso, anche una malattia non mortale ha sempre la funzione simbolica di intermediaria tra la vita e la morte.

Rifletto LUGLIO 20252025-05-19T15:49:51+02:00

Il canto del Sanctus  

2025-07-15T15:28:42+02:00

La parte finale del Prefazio contiene un riferimento alla Chiesa celeste e crea un legame tra la preghiera innalzata dalla comunità ecclesiale sulla terra e la lode eterna della Liturgia del cielo. Il tutto si conclude con il canto del Sanctus che è un inno di lode e di ringraziamento tratto da testi biblici. Lʼinserimento del Sanctus ci viene dalla liturgia giudaica che è quella vissuta da Gesù. Lʼinizio cita Isaia;

Il canto del Sanctus  2025-07-15T15:28:42+02:00

Speranza come realtà per tutti

2025-05-19T12:20:30+02:00

«Non potranno mancare segni di speranza nei riguardi dei migranti, che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per sé stessi e per le loro famiglie. Le loro attese non siano vanificate da pregiudizi e chiusure; lʼaccoglienza, che spalanca le braccia ad ognuno secondo la sua dignità, si accompagni con la responsabilità, affinché a nessuno sia negato il diritto di costruire un futuro migliore».

Speranza come realtà per tutti2025-05-19T12:20:30+02:00

Siamo sempre accompagnati

2025-05-19T12:18:33+02:00

Dopo la prodigiosa vittoria contro i  profeti di Baal, Elia fugge scoraggiato nel deserto sotto ad una ginestra e in questo luogo sosta invocando desideroso la morte. Elia è disperato, si trova in un frangente della sua vita in cui riesce solo a vedere buio, in cui ogni cosa sembra non avere senso. Elia, il più grande tra tutti i profeti, si ritrova ad essere estremamente umano e vicino a ognuno di noi.

Siamo sempre accompagnati2025-05-19T12:18:33+02:00

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