BIZZO JENNY2025-04-02T10:26:26+02:00
Parla loro con tenerezza. Lascia che ci sia gentilezza sul tuo volto, nei tuoi occhi, nel tuo sorriso, nel calore del nostro saluto.
Parla loro con tenerezza. Lascia che ci sia gentilezza sul tuo volto, nei tuoi occhi, nel tuo sorriso, nel calore del nostro saluto.
Ne la profonda e chiara sussistenza de l’alto lume parvermi tre giri di tre colori e d’una contenenza; e l’un da l’altro come iri da iri parea reflesso, e ‘l terzo parea foco che quinci e quindi igualmente si spiri.
Abitiamo in disparte, nel mare ondoso, ai confini del mondo, nessun altro mortale arriva tra noi. Ma costui è un infelice, qui arrivato ramingo, che ora ha bisogno di cure: mendicanti e stranieri sono mandati da Zeus. Il dono sia piccolo e caro. Ancelle, date all’ospite cibo e bevanda, fategli il bagno nel fiume, dove c’è un riparo dal vento.
Ama i poveri e la povertà; è questo amore che ti farà sinceramente povera, giacché, come dice la Scrittura, noi assomigliamo alle cose che amiamo. L’amore rende simili gli amanti. Chi è infermo e io non sono come lui? dice S. Paolo. Avrebbe anche potuto dire: Chi è povero e io non lo sono come lui? L’amore lo rendeva simile a quelli che amava.
Il giorno di Pentecoste, la Liturgia ci propone la sequenza allo Spirito Santo da cantare dopo la seconda lettura. È chiamata “aurea” per la ricchezza del suo pensiero, la bellezza del suo linguaggio e la grande devozione che sprigiona. Composta fra il 1150 e il 1250, è stata attribuita a Stefano di Langhton, arcivescovo di Canterbury.
«Di segni di speranza hanno bisogno anche coloro che in sé stessi la rappresentano: i giovani. Essi, purtroppo, vedono spesso crollare i loro sogni. Non possiamo deluderli: sul loro entusiasmo si fonda l’avvenire». I giovani sono il motore di molte comunità parrocchiali. Con il loro entusiasmo e la loro energia, animano oratori, gruppi giovanili, attività di volontariato e momenti di preghiera. Molte volte sono proprio loro a dare vita a iniziative che rendono la Chiesa una realtà viva e accogliente.
Sotto il sole cocente dell’ora più calda del giorno, Abramo corre incontro a tre stranieri di passaggio per ospitarli nella sua tenda. Le regole dell’ospitalità agli stranieri erano molto forti nel giudaismo del tempo di Abramo, ma le scelte del padre della fede superano il senso comune e lo spingono ad andare oltre lo stretto necessario;
«Una tavola apparecchiata. Perché la gioia del sentirsi accolti comincia dal sapersi attesi» (C. Mauri). Ci si conta sempre prima di apparecchiare la tavola, si contano i presenti e gli assenti che devono arrivare; si aggiungono posti, sedie, tavole se serve.
Tra i capomastri che si avvicendarono nel ‘500 alla Fabbrica del Duomo di Orvieto, compare il nome di Raffaello da Montelupo, scultore molto stimato che ebbe l’onore di collaborare con Michelangelo Buonarroti.
Il pittore Federico Zuccari rappresenta Gesù che dona la vista a un cieco, racconto che puoi meditare nel capitolo 9 del Vangelo di Giovanni. L’artista colloca al centro del dipinto la figura di Cristo.
Vedere, essere visto, è un’operazione importante nella nostra vita umana. Accanto all’ascolto, il vedere è decisivo nel nostro venire al mondo. Dopo pochi giorni dalla nascita, noi apriamo gli occhi e vediamo… e così entriamo in relazione con gli altri, con le cose. È soprattutto il vedere che provoca la conoscenza e quindi il riconoscimento; è attraverso il vedere che accendiamo la relazione ed entriamo in relazione.
Maria, donna della decisione, illumina la nostra mente e il nostro cuore, perché sappiamo obbedire alla Parola del tuo Figlio Gesù, senza tentennamenti;




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