Domenica
17
Maggio 2026
Ascensione del Signore
Anno A
Matteo 28,20
Io sono con voi tutti i giorni.
san Pasquale Baylon
santa Giulia Salzano

Ascolto

Atti 1,1-11

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere lì’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

dal Salmo 46

Ascende il Signore tra canti di gioia.

Popoli tutti, battete le mani! Acclamate Dio con grida di gioia, perché terribile è il Signore, l’Altissimo, grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. Cantate inni a Dio, cantate inni, cantate inni al nostro re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra, cantate inni con arte. Dio regna sulle genti, Dio siede sul suo trono santo.

Efesini 1,17-23

Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni Forza e Dominazione e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

Matteo 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Medito

Nelle ultime settimane abbiamo festeggiato vari compleanni. Il rituale è quasi sempre lo stesso: si sta assieme, si mangia qualcosa, si conclude con una torta e poi il festeggiato apre i regali. Talvolta sono vere sorprese, altre volte sono regali esplicitamente richiesti. Tanti anni fa si facevano regali solo in occasioni molto speciali. Mia nonna, in quei casi, portava o faceva recapitare «un presente».
Il termine un po’ antiquato che lei usava, rispecchia la mia idea di regalo: un dono a qualcuno che in qualche modo testimonia il fatto di averlo pensato e che mi rende a lui vicino, ossia presente. Ho ritrovato con piacere questa interpretazione guardando qualche anno fa con mio figlio un film di animazione dove un personaggio diceva: «Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono. Per questo si chiama presente».

Vi sono vari modi per essere presente nella vita di famigliari e amici. Non è uno sforzo festeggiare eventi gioiosi come matrimoni, compleanni o nascite. Più difficile è stare vicino a qualcuno che soffre senza poter agire, accettare di non avere il potere di sistemare tutto quello che non va, condividere la tristezza. Ammiro chi, pur potendo evitare di farlo, è presente, condivide percorsi complicati e aiuta l’altro ad affrontarli.
Durante l’adolescenza di mio figlio ho conosciuto un modo diverso di essere presente in famiglia. Mi è stato chiesto di essere una presenza sicura, accogliente e di accompagnamento nel momento in cui lui affrontava le prime difficoltà della vita. Quanta fatica nel contrastare il desiderio di risolverle tutte al posto suo!

Nel Vangelo di oggi Gesù rassicura i discepoli, e di conseguenza anche tutti noi, della sua costante presenza: «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». È una presenza che è un dono. È una promessa che mi accompagna e mi sostiene. Mi incoraggia a vivere ogni momento, sia esso di gioia o di difficoltà. I discepoli hanno avuto il dono di conoscere Gesù di persona, noi attraverso la Parola e l’azione dello Spirito Santo. A volte vorrei che Dio intervenisse direttamente nel cambiare il corso degli eventi, per aiutare chi mi sta a cuore. Ma Gesù, come un buon padre, mi incoraggia ad avere fiducia, ad avere fede. Mi chiama a nutrire la speranza e il desiderio di sapienza. E soprattutto a uscire, per andare verso gli altri come fecero i discepoli dopo la sua ascensione.

Alessandra Bertapelle e Lorenzo Sanavia