Domenica
29
Dicembre 2024
Santa Famiglia
Anno C
Luca 2,48
Figlio, perchรฉ ci hai fatto questo?
san Tommaso Becket

Ascolto

1 Samuele 1,20-22.24-28

Al finir dellโ€™anno Anna concepรฌ e partorรฌ un figlio e lo chiamรฒ Samuรจle, ยซperchรฉ โ€“ diceva โ€“ al Signore lโ€™ho richiestoยป. Quando poi Elkanร  andรฒ con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il suo voto, Anna non andรฒ, perchรฉ disse al marito: ยซNon verrรฒ, finchรฉ il bambino non sia svezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterร  lร  per sempreยป.
Dopo averlo svezzato, lo portรฒ con sรฉ, con un giovenco di tre anni, unโ€™efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: ยซPerdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anchโ€™io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli รจ richiesto per il Signoreยป. E si prostrarono lร  davanti al Signore.

dal Salmo 83

Beato chi abita nella tua casa, Signore.

Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti! Lโ€™anima mia anela e desidera gli atri del Signore. Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente.

Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi. Beato lโ€™uomo che trova in te il suo rifugio e ha le tue vie nel suo cuore.

Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera, porgi lโ€™orecchio, Dio di Giacobbe. Guarda, o Dio, colui che รจ il nostro scudo,

guarda il volto del tuo consacrato.

ย 1 Giovanni 3,1-2.21-24

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perchรฉ non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin dโ€™ora siamo figli di Dio, ma ciรฒ che saremo non รจ stato ancora rivelato. Sappiamo perรฒ che quando egli si sarร  manifestato, noi saremo simili a lui, perchรฉ lo vedremo cosรฌ come egli รจ.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perchรฉ osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli รจ gradito.
Questo รจ il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesรน Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Luca 2,41-52

I genitori di Gesรน si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesรน rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che lโ€™udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: ยซFiglio, perchรฉ ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamoยป. Ed egli rispose loro: ยซPerchรฉ mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?ยป. Ma essi non compresero ciรฒ che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nร zaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesรน cresceva in sapienza, etร  e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Medito

Da pochi giorni abbiamo vissuto il ยซSรฌยป di Maria e Giuseppe e lโ€™incarnazione del Cristo; oggi la liturgia ci propone di riflettere sul desiderio di avere un figlio, sulla consapevolezza di essere figli, sulla vocazione genitoriale. Anna sfoga la sua tristezza per le maldicenze sulla sua sterilitร , piangendo dirottamente davanti al Signore, quasi sfidandolo a ricordarsi della miseria della sua schiava, esigendo il dono di un figlio maschio. Ci insegna ad osare, a non temere di affidare al Signore lโ€™amarezza che ci pesa nel cuore, ad affidargli i sogni piรน intensi, comโ€™รจ il desiderio di generare vita. Samuele, desiderato e atteso, non รจ solo un dono per lei, ma diventa lo strumento della partecipazione di Anna alla salvezza per tutti. Lui sarร  profeta e riconosciuto come giudice di tutta Israele; lei cosรฌ avrร  altri figli. La generositร  del Signore si rivela sovrabbondante verso chi la accoglie, sempre come dono e non come โ€œpossessoโ€.ย 

Giovanni ci esorta a confidare sempre nella bontร  di Dio Padre e ad essere perseveranti nellโ€™osservanza dellโ€™ereditร  ricevuta. E noi, siamo consapevoli di essere giร  figli? Di avere avuto in dono, nel battesimo, lo Spirito, che ci informa nel generare vita nuova, nella genitorialitร , nella caritร  del servizio ai piรน fragili, nellโ€™accoglienza degli umiliatiโ€ฆ per inserirci nel progetto che Dio ha sul mondo, secondo le due prospettive che Dio Padre ci ha lasciato: la fede in lui e lโ€™amore da riversare nella comunitร  dei fratelli.
Non possiamo ridurre Dio ad accessorio esistenziale, ricordarci di lui nelle feste o nei lutti o peggio, attribuendo a lui il male che ci affligge. Impariamo anche oggi a confidare nel Signore per scovare il bene anche in quelle situazioni che ci sembrano contro di noi, nelle situazioni che non comprendiamo appieno, nelle scelte dei nostri figli e delle persone che amiamo che non condividiamo o ci spaventano. ย 

Se diventiamo cercatori di Dio realizziamo pienamente lo scopo della nostra esistenza: trovare la felicitร , il senso della vita, e camminare insieme incontro alla pienezza.

Ornella Vanzellaย