La bellezza ferita

2025-12-01T11:25:54+01:00

Dostoevskij in una delle sue opere dice: «La bellezza salverà il mondo» e quando compie questa affermazione lo fa avendo l’immagine della pietà in mente: Cristo sofferente e morente è l’immagine della bellezza vera e autentica. 

La bellezza ferita2025-12-01T11:25:54+01:00

La strada come luogo di santità

2025-12-01T11:20:25+01:00

«C’è gente che Dio prende e mette da parte. Ma ce n’è altra che egli lascia nella moltitudine, che non “ritira dal mondo”. […] Noialtri, gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze che questa strada, che questo mondo dove Dio ci ha messi è per noi il luogo della nostra santità». 

La strada come luogo di santità2025-12-01T11:20:25+01:00

In comunione con il Papa e il Vescovo

2025-12-01T11:15:26+01:00

L’antica tradizione romana, attestata dal Canone Romano, pone la locuzione «una cum famulo tuo Papa nostro N.» (in comunione con il nostro Papa N.) nella parte antecedente alla Consacrazione, mentre nelle nuove Preghiere eucaristiche romane, questa menzione è successiva alla consacrazione. 

In comunione con il Papa e il Vescovo2025-12-01T11:15:26+01:00

Educare alla bellezza

2025-12-01T11:04:25+01:00

Quando ci troviamo di fronte al paesaggio che si apre dopo l’ultimo tornante di una strada di montagna, quando ci perdiamo sotto un limpido cielo stellato, quando ci fermiamo a contemplare un’opera d’arte che ci sorprende o ascoltiamo un’orchestra che suona la nostra opera preferita, facciamo esperienza della bellezza.

Educare alla bellezza2025-12-01T11:04:25+01:00

Rifletto FEBBRAIO 2026

2025-11-23T16:38:01+01:00

«La bellezza salverà il mondo», promette una troppo nota e non meno simbolica e allusiva frase del principe Miškin nell’Idiota di F. Dostoevskij. Al giorno d’oggi, a volte, si può non esserne più così sicuri. La logica che domina la vita sociale, culturale, economica e politica incita alla diffidenza verso l’altro e all’odio rispetto al diverso.

Rifletto FEBBRAIO 20262025-11-23T16:38:01+01:00

Noveritis

2025-11-10T12:15:12+01:00

Secondo un’antica consuetudine, nella solennità dell’Epifania, dopo il Vangelo, il diacono o il sacerdote o un cantore, dall’ambone dà un annuncio solenne con il canto del Noveritis (dall’incipit latino, che in italiano significa: «Voi sapete...»): è l’annuncio della data della Pasqua e descrive, con un testo pieno di lirismo, il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto quale centro dell’anno liturgico. 

Noveritis2025-11-10T12:15:12+01:00

Guidati dalla Luce

2025-11-18T12:09:44+01:00

«Guidami tu, Luce Gentile, attraverso il buio che mi circonda, sii tu a condurmi! La notte è oscura e sono lontano da casa, sii tu a condurmi! Sostieni i miei piedi vacillanti [...]. Così a lungo la tua forza mi ha benedetto, e certo mi condurrà ancora, landa dopo landa, palude dopo palude, oltre rupi e torrenti, finché la notte scemerà».

Guidati dalla Luce2025-11-18T12:09:44+01:00

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