UN ORIZZONTE NUOVO
BIZZO JENNY2024-09-22T15:49:50+02:00“E partirono senz’indugio e fecero ritorno Gerusalemme […] Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane” (Luca 24,33.35).
“E partirono senz’indugio e fecero ritorno Gerusalemme […] Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane” (Luca 24,33.35).
[…] Laudato si’, mi’ Signore, cum tutte le Tue creature, spezialmente messor lo frate Sole, lo qual è iorno et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de Te, Altissimo, porta significazione. Laudato si’, mi’ Signore,
Dio Onnipotente, che sei presente in tutto l’universo e nella più piccola delle tue creature, Tu che circondi con la tua tenerezza tutto quanto esiste, riversa in noi la forza del tuo amore affinché ci prendiamo cura della vita e della bellezza. Inondaci di pace, perché viviamo come fratelli e sorelle senza nuocere a nessuno.
Non uccidete il mare, la libellula, il vento. Non soffocate il lamento (il canto!) del lamantino. Il galagone, il pino: anche di questo è fatto l’uomo. E chi per profitto vile fulmina un pesce, un fiume, non fatelo cavaliere del lavoro.
Questa eucaristia, nel giorno solenne della Domenica delle Palme, pone al centro il mistero della passione di Gesù e ci immette nel cammino della settimana santa. Non vogliamo però dimenticare che oggi è il 19 marzo, festa di san Giuseppe. Per questo esprimo a tutti coloro che portano questo nome i migliori auguri, come esprimo il più cordiale saluto a tutti i presenti, particolarmente a quelli tra voi che hanno partecipato al convegno sul tema della droga.
Nella Liturgia eucaristica ha un ruolo preminente il sacerdote che agisce in persona Christi e nomine Ecclesiae, «formula che chiarisce che egli, mentre ripresenta Cristo Capo di fronte al suo Corpo che è la Chiesa, rende altresì presente di fronte al proprio Capo questo Corpo, anzi questa Sposa, quale soggetto integrale della celebrazione, Popolo tutto sacerdotale a nome del quale il ministro parla e agisce» (Gestis Verbisque, 25).
«Siccome oggi, sotto il soffio della grazia dello Spirito Santo, in più parti del mondo con la preghiera, la parola e l’azione si fanno molti sforzi per avvicinarsi a quella pienezza di unità che Gesù Cristo vuole, questo santo Concilio esorta tutti i fedeli cattolici perché, riconoscendo i segni dei tempi, partecipino con slancio all’opera ecumenica».
Il primo atto di vestizione che troviamo nella Bibbia è nel libro della Genesi, subito dopo il peccato originale. Dopo aver mangiato i frutti dell’albero proibito, Adamo ed Eva subiscono la punizione di Dio e vengono cacciati dal giardino di Eden; il Signore, però, non li lascia andare nella loro condizione, ma si premura di rivestirli con tuniche di pelli (Genesi 3,21).
«Non essere mai crudele, mai codardo. Ricorda: l’odio è sempre stolto, ma l’amore è sempre saggio. Cerca sempre di essere cortese, ma non dimenticarti mai di essere gentile».
L’artista Andrea Mastrovito si è ritratto a carponi sulla fune della vita nell’atto di disegnare cibo per tre bambini di diversa etnia. Secondo il Rapporto sullo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo (SOFI) pubblicato il 24 luglio di quest’anno, nonostante il mondo produca cibo a sufficienza per tutti, ogni anno muoiono quasi 2,5 milioni di bambini a causa della malnutrizione.
Tra i personaggi in bilico sulla fune della vita disegnata da Andrea Mastrovito, coloro che soffrono la sete sono senz’altro i più fragili. Nel rappresentare l’opera di misericordia “dare da bere agli assetati”, l’artista ha raffigurato sé stesso nell’atto di disegnare una fontanella con due rubinetti dai quali sgorga acqua. Due bambini si abbeverano avidamente mentre un altro resta in attesa di riempire una tanica di plastica.
Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l’immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio,




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