Domenica
24
Marzo 2024
Domenica delle Palme
Passione del Signore - Anno B
II settimana del salterio
Marco 15,14
Ma essi
gridarono
più forte:
«Crocifiggilo!».

Ascolto

Isaia 50,4-7

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra,sapendo di non restare confuso.

dal Salmo 21

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: «Si rivolga al Signore; lui lo liberi, lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Un branco di cani mi circonda, mi accerchia una banda di malfattori; hanno scavato le mie mani e i miei piedi. Posso contare tutte le mie ossa.

Si dividono le mie vesti, sulla mia tunica gettano la sorte. Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all’assemblea. Lodate il Signore, voi suoi fedeli, gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe, lo tema tutta la discendenza d’Israele.

Filippesi 2,6-11

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio,ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo,umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome,perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra,e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!»,a gloria di Dio Padre.

Marco 15,1-39 (forma breve)

Al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici».

 I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito. A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

Costrinsero a portare la croce di lui un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa Luogo del cranio, e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano. Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

Medito

Sera tarda. Sono riuscito a non addormentarmi, accoccolato vicino al mio bimbo. Divano, telecomando, luci soffuse. Ecco le ultime notizie: «Continuano gli scontri tra russi e ucraini…», «Continuano i bombardamenti tra israeliani e palestinesi, nella striscia di Gaza…», «Ennesimo femminicidio: studentessa 22enne uccisa dal suo ex fidanzato…». Ci sono giorni in cui sento che non ne posso davvero più di questi telegiornali! Bambini, donne, anziani, ma anche adulti – perché no? – cui viene strappata la vita ed insieme ad essa ogni sogno di realizzazione, di compimento, di futuro. Famiglie martoriate che si chiedono il senso di tutto ciò, si interrogano con dei “perché” destinati, quasi sempre, a rimanere senza alcuna risposta degna di questo nome. 

Eppure, a ritornare all’essenza, all’unica vera Parola di vita, che è la vita di Gesù, una risposta c’è, ed è lì da sempre, immutata e (ahimè) apparentemente immutabile. L’uomo non sa riconoscere dove sia Dio, anzi nella confusione che lo investe finisce per confondere sé stesso con Dio e crede di poter decidere anche della vita di un altro essere umano. È tutto scritto nel copione della Passione, un testo che corriamo il rischio di leggere senza comprendere: è scritto nel corpo martoriato del Cristo, negli sguardi carichi di umano dolore delle persone che gli vogliono bene e lo incrociano nella strada verso il Calvario, nello stupore dell’incredulo centurione dopo averlo visto morire in quel modo… 

Anche a noi vengono offerti fratelli e sorelle con volti e storie che parlano di Passione, con corpi martoriati da bombe, da coltellate, dall’insensatezza bestiale di cui l’essere umano è capace; fratelli e sorelle che sono padri e madri che hanno comunque perso qualcuno, ucciso o uccisore; fratelli e sorelle, probabilmente anch’io tra loro, che dopo, sempre dopo, tremendamente dopo, si stupiscono di quelle morti e si chiedono come sia potuto accadere, come non ci si fosse potuti accorgere di tutto ciò. Me lo chiedo oggi, soprattutto oggi: anch’io continuo a leggere senza comprendere? 

Andrea Rossanese