Domenica
07
Aprile 2024
II domenica di Pasqua
(o della divina Misericordia)
Anno B
Giovanni 20,21
Pace a voi!
Come il padre
ha mandato me, anch’io
mando voi.
san Giovanni B. de La Salle

Ascolto

Atti 4,32-35

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

dal Salmo 117

Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.

Dica Israele: «Il suo amore è per sempre». Dica la casa di Aronne:

«Il suo amore è per sempre». Dicano quelli che temono il Signore:

«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata, la destra del Signore ha fatto prodezze. Non morirò, ma resterò in vita e annuncerò le opere del Signore. Il Signore mi ha castigato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte.

La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci in esso ed esultiamo!

1 Giovanni 5,1-6

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.

Giovanni 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Medito

«Pace a voi! Come il padre ha mandato me, anch’io mando voi». Queste parole dette da Gesù ai suoi discepoli risuonano proprio come un mandato; un invito ad andare, in fiducia, nel suo nome a portare testimonianza di tutto ciò che con lui avevano vissuto e quanto questo aveva cambiato i loro cuori. Oggi questa Parola noi la sentiamo proclamare: chi invia è sempre lui e questa volta i mandati siamo noi, ciascuno di noi! La Parola è attuale, è Dio che parla a me, a te, a noi. Che significato ha questo: «Pace a voi»?  Quale pace? In questo periodo storico sembra un’utopia! Ma la pace che posso costruire io qual è? In un’omelia di qualche tempo fa, il nostro parroco ha esordito dicendo: «Tu mettici il cuore! In ogni cosa che fai, con qualsiasi persona ti incontri, tu mettici il cuore, che non vuol dire emotività, sentimento, passione, c’è un di più: amore!». Queste parole continuano a risuonare dentro di me e mi fanno intravvedere esempi, modi, occasioni che possono fare impastare la mia vita con la Parola di Dio, mi indicano una strada che abbraccia tutta la mia umanità e si cala proprio nella mia quotidianità, forse anche nella tua, in quella di ciascuno. 

 «Mettici il cuore» e sii consapevole di quanta potenzialità hai di generare relazioni positive, lascia scivolare chiacchiere inutili, pettegolezzi, pregiudizi e prendi posizione per avvalorare, senza timore, la causa di chi è più povero, fragile, indifeso. «Mettici il cuore» quando non mi viene così spontaneo fare il primo passo nei confronti di mio marito dopo un litigio. O quando un figlio non si racconta più e allora cerchi in altri modi di essergli vicino, o quando i genitori anziani hanno bisogno di aiuto. «Mettici il cuore» quando una risposta ricevuta d’istinto mi ha ferito e non so come recuperare il contatto con quella persona, o quando chi incontro si confida con me e sento che si aspetta una parola di più, un gesto di vicinanza. «Mettici il cuore» quando a scuola non c’è un clima di collaborazione, ma ognuno pensa per sé o quando in ufficio qualcuno “ti fa le scarpe”. «Mettici il cuore» quando dopo quella visita e quell’esame approfondito l’esito non è quello sperato e tutto attorno si opacizza, il tempo sembra fermarsi, nulla sembra più avere senso o forse tutto prende un senso nuovo. 

Nonostante i momenti di incredulità proviamo a vivere nella quotidianità la fede attraverso la testimonianza della gioia, del perdono, con le parole e con i gesti; forse anche così si concretizza quel mandato di Gesù. Sono ben consapevole di quanto sia difficile, ma credo nella Grazia dello Spirito Santo e là dove c’è il desiderio, se c’è qualche mancanza sarà sopperita dallo Spirito Stesso. Se non è stato facile per Tommaso che ha conosciuto Gesù ci è vissuto assieme, noi, che non avendo visto osiamo credere, saremo perdonati anche per quello che la nostra povertà di esseri umani ci limita, e ci rincuora l’esclamazione di Gesù che ci dice «pace a voi». Forse davvero possiamo essere portatori di quella pace ricevuta da lui. 

Chiara Zanovello e Raffaele Fantin