Domenica
30
Luglio 2023
XVII domenica del Tempo
Ordinario - Anno A
I settimana del salterio
Matteo 13,52
Estrae
dal suo tesoro cose nuove
e cose antiche.
san Pietro Crisologo

Ascolto

1 Re 3,5.7-12

In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?». Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te».

dal Salmo 118

Quanto amo la tua legge, Signore!

La mia parte è il Signore: ho deciso di osservare le tue parole. Bene per me è la legge della tua bocca, più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Il tuo amore sia la mia consolazione, secondo la promessa fatta al tuo servo. Venga a me la tua misericordia e io avrò vita, perché la tua legge è la mia delizia.

Perciò amo i tuoi comandi, più dell’oro, dell’oro più fino. Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti e odio ogni falso sentiero.

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti: per questo li custodisco. La rivelazione delle tue parole illumina, dona intelligenza ai semplici.

Romani 8,28-30

Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

Matteo 13,44-52

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Medito

Arriva un momento nella vita di un giovane o una giovane, in cui si fa forte la domanda: «Qual è il senso della mia vita? Cosa sto costruendo, quale direzione voglio dare alla mia esistenza?». Spesso si tratta di un incrocio importante della propria storia: in prossimità della laurea, o durante un momento particolarmente difficile della vita famigliare, o ancora la chiusura di una relazione importante. La vita è ancora tutta da costruire, e in alcuni casi da ricostruire, ed ecco che questa domanda diventa il centro dell’inquietudine di ogni giorno. A questa se ne affianca un’altra, che sposta la prospettiva: «Che cosa mi sta chiedendo il Signore dentro alla mia storia, dentro a questo particolare momento?». È allora che comincia la vera ricerca, quella rimasta sottotraccia. È quello che accade a Salomone, giovane re di un regno grande e difficile da governare. Di fronte a una responsabilità così grande, il giovane re non chiede cose per sé, ma un dono a favore del suo popolo: la capacità di discernere il bene.

Le letture di oggi si muovono intorno a questa parola: discernimento. È una parola che ha caratterizzato buona parte della mia vita, prima come giovane, poi come persona che accompagna altri giovani su questo sentiero bello, intenso, difficile, ma sempre capace di restituire frutti più grandi di quelli inizialmente chiesti. Oggi sento di mettere in luce un tratto particolare di questo cammino, con l’aiuto di san Paolo: «tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio». Mi dice che non esiste un momento predefinito per mettersi alla ricerca della volontà di Dio, ma ogni momento è buono per farlo, anche quando sembra che la vita ci abbia dato tutto quello che poteva. Quel “tutto” dice ogni situazione, anche quella più difficile. Non perché sia volontà di Dio il doverla attraversare, ma perché anche là, nel buio, con l’amore di Dio, si può scorgere il bene.

L’altra indicazione arriva dal Vangelo, e riguarda il metodo: estrarre dal proprio tesoro cose nuove e cose antiche. Significa saper guardare alla mia storia con gratitudine, scoprendo le tracce di una presenza che mi ha accompagnata anche quando non me ne accorgevo, e che mi accompagna ancora. E significa anche saper guardare al presente, a quei germogli di novità che riesco a scorgere oggi, ovunque mi trovi, per scoprire ancora una volta quel tesoro prezioso che è il Signore.

Manuela Riondato