Editoriale | Aprile 2026

Una soglia da varcare

Il mese di aprile si apre immediatamente con una soglia da attraversare: la morte e risurrezione di Gesù. Un evento che rappresenta un confine e nello stesso tempo una sfida, il passaggio tra la morte e la vita, tra ciò che è chiuso e ciò che invece si apre, tra il tempo segnato dalla paura, dall’incertezza e dal dolore e il tempo nuovo inaugurato dal Risorto. Le pagine del Vangelo che accompagnano questi giorni ci collocano proprio lì, su quella linea sottile e decisiva che separa e insieme unisce il “prima” e il “dopo”. Il tempo di Pasqua, che ci accompagnerà fino a Pentecoste, dilata questa linea facendola diventare lo spazio in cui il Cristo risorto si manifesta, spesso in modo inatteso, e trasforma lo sguardo e il cuore dei discepoli. Lo fa con le porte chiuse, attraverso un sepolcro vuoto, percorrendo con loro tratti di strada senza che lo riconoscano: tutto ci parla di un passaggio che richiede fiducia e la disponibilità a lasciarsi sorprendere.
Il tempo pasquale è anche il tempo dello Spirito donato, che spinge oltre le paure e rende possibile una vita nuova. È il tempo in cui i discepoli diventano testimoni, non per forza propria, ma perché abitati da una presenza che rinnova. È il tempo per lasciarci accompagnare attraverso questa soglia, per abitare giorno dopo giorno il tempo vivo del Risorto. 

Manuela Riondato