Editoriale | Gennaio 2026

Siamo sempre pellegrini di speranza, anche nel 2026!

Ormai tutti sappiamo che il termine “epifania”, di origine greca, significa “manifestazione”, “apparizione”. Nel mondo religioso greco indicava infatti le azioni con cui la divinità si manifestava. Quest’anno, proprio il giorno dell’Epifania, papa Leone XIV chiuderà la Porta Santa e quindi l’anno giubilare. Si chiude così un anno di e da “pellegrini di speranza”, ma non termina certo la dimensione spirituale del Giubileo che invita alla conversione, e non si spegne nemmeno quella fiaccola della speranza che ci è stata donata e che nel corso del 2025 abbiamo tentato di tenere accesa, di condividere e donare a nostra volta a chi la stava perdendo. L’anno giubilare si è chiuso, ma questo non segna la fine delle nostre azioni di fede e carità, dobbiamo ancora «fare di tutto perché ognuno riacquisti la forza e la certezza di guardare al futuro con animo aperto, cuore fiducioso e mente lungimirante», come aveva scritto papa Francesco nella lettera a mons. Rino Fisichella. Non deve venire meno il nostro impegno nella vita quotidiana a portare speranza. Le parole e l’esperienza del Giubileo sono diventare parte integrante della vita di ogni giorno, non devono spegnersi. Il nostro pellegrinaggio, fisico e spirituale, continua. Siamo chiamati ad essere sempre «coltivatori operosi dei semi evangelici». Buon 2026! 

Lodovica Vendemiati