Le parole della liturgia | Dicembre 2021

Liturgia – 21-12

Liturgia

Il termine “Liturgia” viene dall’unione di due parole greche laos (popolo) e ergon (azione): indica quindi l’azione del popolo. Questa definizione potrebbe far pensare che essa sia l’azione dell’uomo che cerca un contatto con Dio, attraverso l’offerta della sua preghiera. Al contrario, questa azione del popolo, che indica l’agire della Chiesa, rivela qualcosa di molto più grande: è l’azione salvifica di Dio sull’uomo che si realizza nel mistero di Cristo e della sua Chiesa. La Liturgia “fa”, è azione, ma in questo agire in realtà è Cristo stesso che agisce. La Sacrosanctum Concilium, che fu la prima costituzione dogmatica promulgata dal Concilio Vaticano II, afferma: «La Liturgia è considerata come l’esercizio della funzione sacerdotale di Gesù Cristo… ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun’altra azione della Chiesa ne uguaglia l’efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado» (SC 7). Il Signore è accanto a noi in ogni momento della nostra vita, ma nella Liturgia la sua Grazia agisce in maniera speciale perché l’azione liturgica garantisce la funzione sacerdotale di Cristo. È l’opera di Cristo che agisce, non della Chiesa che parla di lui. Cosicché: «Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche… È presente con la sua virtù nei sacramenti, al punto che quando uno battezza è Cristo stesso che battezza … è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura» (SC 7). È Lui che agisce. La Liturgia non è la festa della comunità: al centro non ci sono le nostre emozioni, i nostri gusti, ma solo Cristo che ci precede e opera in noi. La Chiesa è edificata da Cristo, per mezzo di noi, ma con la sua grazia in azione nell’atto liturgico.

Elide Siviero