Editoriale | Ottobre 2026

Dimorare in Cristo come i tralci nella vite

In questo mese si celebra la centesima Giornata Missionaria Mondiale, istituita da Pio XI il 14 aprile 1926 su impulso dell’Opera per la Propagazione della Fede. Nasce come un invito, rivolto a tutta la Chiesa, a guardare “oltre” i propri confini locali, per aprire la prospettiva ad un respiro più universale. Questa attenzione alla dimensione missionaria nasce circa un secolo prima, grazie alla figura della Beata Pauline Marie Jaricot, fondatrice dell’Opera della Propagazione della Fede, che aveva ideato il Rosario Vivente come rete di preghiera e di sostegno missionario diffuso. La Giornata non si limita alla preghiera e alla sensibilizzazione, ma è anche un modo per sostenere le Chiese sparse in tutto il mondo ridistribuendo le offerte raccolte, mettendo in atto una sorta di “solidarietà universale” e dando l’opportunità anche alle comunità cristiane più povere di contribuire a sostenere l’evangelizzazione in un’altra parte del mondo.
Il Papa, nel suo messaggio, sottolinea che l’annuncio del Vangelo è sempre un’azione corale: essere uniti nella missione significa custodire e alimentare la spiritualità di comunione e la collaborazione missionaria. Come il tralcio staccato dalla vite non porta frutto, così è per l’evangelizzazione: si è fecondi proprio perché innestati nella vite che è Cristo, appartenenti a un solo corpo.

Manuela Riondato