giugno 2026
DOVE MATURA LA VITA
di Elena Curnis
Il contadino affonda le mani nella terra senza avere garanzie: non può controllare il sole, la pioggia, il vento, né sapere con certezza se il raccolto sarà abbondante. Eppure continua. Ogni anno prepara il campo, sceglie i semi, attende con pazienza.
Viviamo in un tempo che ci spinge a volere risultati immediati: tutto deve crescere in fretta, produrre subito, dare soddisfazione. Ma la terra ha un altro ritmo. La spiga matura lentamente. Prima c’è il seme nascosto, poi il germoglio fragile, infine il raccolto. Nessun contadino strapperebbe il grano dal terreno per vedere se sta crescendo. Sa che alcune trasformazioni avvengono nel silenzio e nell’attesa.
Anche Dio lavora così nella nostra vita. Molte volte semina in noi attraverso incontri, parole, fatiche, ferite, intuizioni improvvise. Alcuni semi cadono su terreni duri, altri sembrano perdersi; eppure qualcosa resta sempre sotto la superficie. La fede, l’amore, il perdono, la speranza: sono tutte coltivazioni lente. Richiedono cura quotidiana, mani sporche di terra e la capacità di ricominciare dopo una stagione difficile.
Potrebbe essere bello, questa sera, prendere tra le mani un piccolo seme o un pezzo di pane e sostare qualche minuto in silenzio. Ricordare che ogni raccolto nasce da qualcosa di piccolo, nascosto e fragile. E pregare con le parole del Salmo: “Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia”.
Invito all’ascolto Giugno 2026
a cura di Jenny Bizzo
Kantiere Kairòs – Il Seme
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