maggio 2026
ANCORATI NELLA PAROLA
di Elena Curnis
Quando tutto intorno a noi cambia all’improvviso, a cosa restiamo aggrappati? Quando arrivano imprevisti, paure, cambi di rotta… dove troviamo stabilità?
Un’ancora, per sua natura, non elimina il vento né ferma il mare: permette però alla barca di restare, di non andare alla deriva. Forse la fede somiglia proprio a questo. Non è una garanzia contro le tempeste, ma una relazione che ci tiene saldi dentro di esse.
Nel mese dedicato a Maria, il suo esempio ci provoca: lei non è stata risparmiata dall’incertezza, dal dubbio, dal dolore. Eppure non ha vissuto “alla deriva” degli eventi, come se tutto fosse solo fortuna o caso. La sua vita mostra una direzione, una scelta profonda: essere ancorata a Dio.
Maria non si è aggrappata alle proprie sicurezze – che pure sono crollate più volte – né ai propri progetti. Si è fidata. Ha creduto che la Parola ricevuta fosse più solida delle sue paure. È questa la sua forza: una fede concreta, perseverante, capace di rimanere anche quando non capisce tutto. Non un’ancora nelle cose che passano, ma nell’amore che resta.
Oggi possiamo chiederci con sincerità: qual è la mia ancora? Dove cerco stabilità quando tutto cambia?
Un piccolo gesto potrebbe aiutarci: fermarci un momento, magari davanti al Vangelo del giorno, e ripetere una frase semplice — “In te confido” — lasciandola scendere in profondità. Come un’ancora gettata nel mare della nostra vita.
Invito all’ascolto Maggio 2026
a cura di Jenny Bizzo
Fabrizio Moro, Ho bisogno di credere
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