gennaio 2026
SOTTO LO STESSO CIELO
di Elena Curnis
Davanti a un cielo stellato, ti è mai capitato di sentirti piccolo e, allo stesso tempo, profondamente a casa? Quando cala il silenzio della notte e la luce delle stelle si accende nel firmamento, qualcosa dentro di noi si quieta. È come se, per un istante, le distanze si accorciassero e ciò che è enormemente lontano diventasse sorprendentemente vicino.
La stella che ha guidato i Re Magi non li ha abbagliati, ma orientati, invitandoli a intraprendere un cammino pienamente umano, fatto di domande, attese e ascolto. Non era una luce da possedere o da portare: essi erano chiamati semplicemente a seguirla.
Ogni giorno, miriadi di viandanti in cerca di senso piantano la loro tenda sotto lo stesso cielo. Una tenda fragile e provvisoria, aperta all’incontro, dove storie, culture e cammini di fede diversi possono sostare e riconoscersi illuminati dalla medesima luce. Così, nel buio delle divisioni, delle paure e delle incomprensioni, Dio continua a porre la sua tenda in mezzo a noi, accendendo segni di comunione capaci di attraversare confini e diversità.
Anche la nostra famiglia e la nostra comunità cristiana sono chiamate a essere uno spazio ospitale per tutti. Forse l’unità che Gesù ci chiede nel Vangelo inizia proprio da qui: dal riconoscerci viandanti, guidati da un’unica luce che ci insegna a viaggiare insieme, oltre le differenze.
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