Domenica
24
Dicembre 2023
IV domenica di Avvento
Anno B
IV settimana del salterio
Luca 1,34
Come avverrà questo?
san Delfino
santa Irmina

Ascolto

2 Samuele 7,1-5.8-12.14.16

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele.
Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

dal Salmo 88

Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore, di generazione in generazione farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà, perché ho detto: «È un amore edificato per sempre; nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide, mio servo. Stabilirò per sempre la tua discendenza, di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza”. Gli conserverò sempre il mio amore, la mia alleanza gli sarà fedele».

Romani 16,25-27

Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano all’obbedienza della fede, a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Amen.

Luca 1,26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Medito

Domani è Natale! Siamo alle porte della Notte Santa! «Manca poco» diciamo ad una madre in dolce attesa quando si vede che la sua pancia è grande ed inizia a scendere. Entriamo allora con la Parola in questa discesa del Figlio di Dio tra noi. È la Parola che ci porta a dire questo, con tre parole significative. La prima nasce dal desiderio di Davide di costruire il tempio per il Signore. La parola è «casa». Davide si trova ad aver fondato una grande città, un grande regno e ora vuole ringraziare il Signore costruendo un luogo dove porre l’Arca e dove il Signore possa abitare. Dio, tramite il profeta Natan, gli risponde che sarà lui stesso a provvedere alla sua dimora, nel tempo giusto in cui i cuori della gente siano disposti ad accoglierlo per portare la salvezza. La casa dove Dio può dimorare non è fatta solo di mattoni, ma è fatta da cuori che dicono sì all’intervento di Dio. Infatti, Dio promette di costruire una casa dove un discendente di Davide dimorerà con lui ed il suo regno sarà saldo.

La seconda parola è «a tutti». L’apostolo Paolo spiega che il vangelo annunciato da lui anche ai pagani è lo stesso vangelo di Gesù Cristo! Quest’annuncio di Cristo è rivolto a tutti i popoli senza distinzioni e con gradualità: prima velatamente, poi sempre più chiaramente attraverso i profeti ed infine apertamente da Gesù Cristo stesso. Questa attenzione dell’annuncio è tipica di Dio e ci invita a riconoscere la vicinanza di Dio nella nostra vita, in particolare a quelle parti di noi che non accogliamo o a quelle persone alle quali non badiamo. Il Signore si rivela a tutti!

La terza parola è «fede». Ogni volta mi sorprende la fede di Maria. La sua era veramente una situazione assurda, fuori da ogni logica di quel tempo e forse anche del nostro. Immagino la scena dell’annunciazione e vedo un angelo che dice una rivelazione troppo grande! Quel turbamento che prova è di chi sa con chi ha a che fare. È capace di rispondere: «come avverrà questo?», cioè «so quello che mi stai chiedendo. Dimmi come sarà possibile!». Ecco, questa è la grande fede di Maria. Rimane ben salda su chi è Dio per lei e su come si sia rivelato nella storia; trova il coraggio di dire «Eccomi» entrando in dialogo con l’angelo. Poniamoci in ginocchio in questo giorno di attesa, chiedendo al Signore di porre dimora in questa casa e nel nostro cuore, potendo così riconoscerlo come colui che agisce tramite i nostri piccoli «sì».

Silvia De Franceschi