Ordinario – Anno A
IV settimana del salterio
è la tua fede.
san Teodoro
Ascolto
Isaia 56,1.6-7
Così dice il Signore: «Osservate il diritto e praticate la giustizia, perché la mia salvezza sta per venire, la mia giustizia sta per rivelarsi. Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli».
dal Salmo 66
Popoli tutti, lodate il Signore.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,su di noi faccia splendere il suo volto; perché si conosca sulla terra la tua via, la tua salvezza fra tutte le genti.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino, perché tu giudichi i popoli con rettitudine, governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti. Ci benedica Dio e lo temano tutti i confini della terra.
Romani 11,13-15.29-32
Fratelli, a voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?
Infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!
Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!
Matteo 15,21-28
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Medito
Tra le pagine del Vangelo di Matteo, l’incontro tra Gesù e la donna cananea brilla come un diamante prezioso, scolpito dalla tensione, dal dolore e, infine, da una luce sfolgorante. È la storia di una madre disperata, una straniera, una donna “fuori posto” che sfida le convenzioni per amore della figlia tormentata da un demonio. In questo dialogo, apparentemente aspro, si consuma uno dei più alti esempi di onestà intellettuale e di fede pura che la Scrittura ci abbia consegnato.
Il silenzio iniziale di Gesù e le sue parole successive, «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini», risuonano oggi come una durezza difficile da digerire.
Eppure, in quel linguaggio non vi è disprezzo, ma una pedagogia divina. Gesù, il Figlio di Dio, sta mettendo alla prova non solo la donna, ma i testimoni di allora e di oggi. Egli sta “scavando” nel cuore della cananea per far emergere un tesoro che va oltre l’appartenenza religiosa: la fede nuda e cruda.
L’onestà intellettuale e il coraggio di questa donna sono sconvolgenti. Non nega la sua condizione, non si offende, non rivendica diritti che non ha.
Accetta la metafora di Gesù e la trasforma in preghiera: «Sì, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole». È qui che l’umiltà si sposa con l’intelligenza del cuore. La cananea riconosce che anche una sola “briciola” della potenza di Dio è infinitamente superiore a qualsiasi male, a qualsiasi tormento.
Lei non chiede il pane intero; sa che la grazia di Cristo è così sovrabbondante che un solo frammento basta a salvare una vita. In quel momento, il muro delle differenze si rompe, tra il popolo eletto e gli stranieri, crolla.
Gesù, commosso da tanta audacia e verità, esclama: «Donna, grande è la tua fede!». È un’esplosione di gioia divina. Dio stesso si lascia “vincere” dalla creatura che si fida totalmente di lui.
L’amore guaritore di Gesù non è un atto meccanico, ma un’unione tra la sua identità divina e la fede dell’uomo.
Il miracolo avviene “in quell’istante” perché la fede ha aperto un varco nel tempo e nello spazio, permettendo all’onnipotenza di Dio di scorrere libera.
Questo brano ci insegna che il “grave problema”, la figlia malata, è stato il catalizzatore di un incontro salvifico. La disperazione, quando si trasforma in supplica incessante, diventa il terreno fertile per il miracolo.
L’amore di Gesù per chi ha fede non conosce confini: egli è il Dio che si lascia trovare da chi lo cerca con cuore onesto, il Padre che premia la perseveranza e che vede nella nostra fragilità lo spazio perfetto per manifestare la sua gloria. La guarigione della figlia è il sigillo su una verità eterna: per Dio nulla è impossibile, se l’uomo ha il coraggio di credere anche quando tutto sembra dire di no.
Marco Rostellato












