Giornata di Martedì, 21 Febbraio 2012

Medita

Gesù si è reso conto che le cose non vanno come si poteva umanamente prevedere: ha parlato di Dio, ha evangelizzato, ha guarito gli ammalati, ma la sua missione incontra sempre maggiori difficoltà, un’ostilità crescente, specialmente da parte dell’autorità religiosa. Le persone non rispondono all’amore con la disponibilità e l’apertura.
Chiamato ad accogliere la presenza di Dio, l’uomo si autoesclude da quel progetto di felicità che Dio ha nei suoi confronti. Gesù, però, non è alla ricerca degli applausi. Egli ha scelto fin dall’inizio del suo ministero lo stile del suo annuncio: ha seriamente evitato i trionfalismi e ha escluso dal suo programma i miracoli eclatanti. Sta maturando l’idea di andare fino in fondo, costi quel che costi, fino alla morte, se necessario.
Un rischio immenso, una scelta sconcertante: Dio sceglie di consegnarsi nelle mani degli uomini, sta correndo il rischio di essere davvero e definitivamente spazzato via. Quando Gesù rende partecipi i suoi discepoli di questi pensieri, avrà forse avvertito il bisogno di una parola di conforto, un incoraggiamento. Invece... i dodici di che cosa parlano? Di chi tra loro è il più grande. E Gesù, grande, immenso cuore, stupefacente uomo, si mette da parte, rinuncia alla consolazione e con pazienza ancora insegna, ancora esorta: «Tra voi non sia come tra i grandi del mondo, guardate i bambini...». Ancor oggi Gesù si dona nella passione di tanti fratelli: di che cosa parliamo finché sta soffrendo?

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