Non è facile dire di sì a quell’invito di Gesù: «Se qualcuno vuol venire dietro a me…». Eppure, se Gesù non nasconde la prospettiva di una certa sofferenza che accompagna la sequela del discepolo, è chiara anche la prospettiva finale di una vita salvata, di una vita in abbondanza che ci viene donata per mezzo della sua Pasqua.
Giornata di Lunedì, 02 Gennaio 2012
Chiedere il dono dello Spirito santo
La domanda dello Spirito santo, cosa buona tra le cose buone, è prioritaria e assoluta rispetto a tutte le altre, perché in essa tutto è incluso. Persino l’atto elementare della fede non è possibile senza lo Spirito, perché «nessuno può dire: “Gesù è il Signore” se non nello Spirito santo». Solo lo Spirito, infatti, può far sgorgare in noi parole che diventino dialogo con Dio.
Oggi, in particolare, troppi improvvisati maestri di spiritualità e di preghiera, in nome di una concezione antropologica della preghiera stessa, forgiano iniziazioni ispirate allo yoga, allo zen, alla meditazione trascendentale o ad altro ancora; ma questo si traduce sovente in una confusione tra la sostanza (la comunione con il Signore) e gli accidenti (l’esperienza di stati interiori, psichici).
Scriveva con intelligenza un monaco, ben consapevole del fine della preghiera: «Quando penso alle cinque ore che ogni giorno passo nella preghiera, esse mi appaiono come un immenso mucchio di sabbia che io trascino davanti a Dio. Ogni tanto vi affiorano delle pepite di offerta autentica e solo queste pepite hanno importanza. Esse, però, affiorano in modo rigorosamente imprevedibile, e non esiste purtroppo nessun metodo per filtrarle prima e, quindi, avere solo esse da presentare, evitando la fatica di trascinare tutto questo mucchio di sabbia in cui si trovano sommerse... Questo lavoro serve, io lo spero, a cogliere sempre di più il mio essere nelle sue più remote profondità, in modo che io diventi globalmente un essere che, consapevolmente o inconsapevolmente, non fa e non vuole nient’altro che stare davanti a Dio conoscendo il suo amore e trascinando con sé tutti gli uomini che gli sono prossimi».
