Editoriale - La preghiera che Dio ascolta

Editoriale - La preghiera che Dio ascolta
Gennaio, 2012

Dio esaudisce le preghiere che gli rivolgiamo? Il cristiano, in genere, reagisce a questa domanda con un silenzio imbarazzato; sono troppe le suppliche dell’umanità, apparentemente inascoltate, che sconsigliano di pronunciare un “sì” disinvolto. L’interrogativo corrode come un tarlo il proposito del credente di pregare sempre, come ha chiesto il Signore. Dio esaudisce le preghiere? Una luce sulla questione può venire da un’espressione di Bonhoeffer, che osservava: «Dio esaudisce sempre, ma non le nostre richieste, bensì le sue promesse». La domanda rimane comunque aperta e per certi versi si approfondisce: perché questa distanza tra i desideri della creatura e i propositi del Creatore? C’è una preghiera gradita a Dio e un’altra “fuori luogo”? E come pregare secondo la volontà del Signore?

«Signore, insegnaci a pregare!», chiesero un giorno i discepoli al Maestro. I discepoli avevano osservato Gesù mentre era in orazione. Possiamo immaginare che quando egli era immerso nella preghiera lasciasse trasparire quell’intima, familiare comunione con Dio a cui tutti aspiriamo. All’inizio di questo nuovo anno, mentre ci proponiamo di approfondire il tema della preghiera, ci auguriamo che cresca in noi il desiderio di quella comunione con Dio a cui Gesù ci ha introdotto. Mentre anche noi gli chiediamo: «Insegnaci a pregare!».
 

Nicola Tonello
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